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Ebbene sì. I Metallica in occasione dei loro tre concerti italiani hanno eseguito – o meglio accennato – tre cover di brani che in qualche modo appartengono alla nostra tradizione musicale. Uno rock – o RUOCK, come dicono certi – di Vasco e due più tradizionali (“Nel blu dipinto di blu” e “Caruso”).

Oh my God. Superato il minimo sgomento iniziale (Rob Trujillo, per quanto di origine sudamericana e forse il più qualificato fra i Metallica a esibirsi in un cantato in italiano, non ha esattamente brillato, dai…), i dati diffusi dalle autorità sanitarie e di polizia hanno evidenziato una tipologia circoscritta a quattro reazioni differenti.

E voi, come avete reagito?

Tipologia 1: heavy metal is the law

Avete invocato lo spirito di Cliff Burton e celebrato una messa nera sul tavolo della sala, ascoltando “Black Metal” dei Venom e salmodiando in sumero antico. Dopo un’invasione di cavallette in garage e una pestilenza scoppiata in mansarda avete dichiarato scomunicati dal metal Hetfield & co., bruciando tutti i loro dischi in vostro possesso.

Tipologia 2: siamo tutti figli del ruock

Avete cantato con Trujillo, ridendo e gongolando per l’omaggione. Del resto se pensiamo alle centinaia di brani della tradizione rock massacrati giornalmente dalle cover band di ogni angolo di periferia dell’Italia, quella dei Metallica è stata quasi una carezza guantata.

Tipologia 3: social media shitstormer

Anche se non ve ne importa una beata, avete lanciato il sasso nello stagno, polemizzando e indignandovi. Soprattutto per studiare i commenti e le reazioni dei vostri follower. Zuckerberg ringrazia.

Tipologia 4: Martellone