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Ore una e dieci

Elio sale sul palco dopo l’ultima gag semicomica di Baglioni, Favino e Hunziker. Saluta “gli ascoltatori di Uno Mattina” – ma si deve fermare perché quella non era l’ultima, ma la penultima: Baglioni deve completare un’altra gag di 4, forse 5 ore prima, consegnando una nuova bacchetta a Beppe Vessicchio. Tanto che differenza fa, chissà quanti spettatori sono ancora in piedi per votare per il 20° duetto in gara. Sembra quasi che il Festival si compiaccia di quanto è diventato lungo, lento, spalmato come la Serie A.

Sia chiaro, Baglioni non è stato il primo ad allungar la broda

Ma certo non fa nulla per sveltire la marcia, anzi la infioretta di espedienti studiati per trasformare un Festival cui non ha mai partecipato da concorrente in un tributo alla propria persona. Così il Sanremo mammuth incede pesante e lentissimo senza riguardo per chi il sabato mattina a scuola e al lavoro ci deve pur andare – né per chi pesca gli ultimi numeri.

Forse esibirsi a un’ora demente non dà nemmeno troppo fastidio a Elio & le Storie Tese, anche se la loro esibizione coi Neri per Caso è sorprendentemente toccante e forse avrebbe attenuato certe sferzanti critiche ricevute dal gruppo milanese. Magari dà un po’ di fastidio a Nina Zilli che li ha preceduti, visto che – com’è come non è – insieme ad Elio finisce nella fascia più bassa della classifica, quella rossa di quella sorta di bandiera rumena che appare all’una e venti. Interessante il fatto questa serata bocci cantanti presentatisi tra i primi, o tra gli ultimi. Magari la fascia di pubblico messasi davanti a RaiUno dopo Fiorentina-Juventus è più ricettiva.

Certo, forse sono solo chiacchiere, anche a farli cantare prima di mezzanotte sarebbe capitato lo stesso. Resta il fatto che nelle prossime edizioni sarebbe il caso di arginare questa sottile mancanza di rispetto verso pubblico e musicisti.

Sempre che si voglia dare un peso reale alla Serata dei Duetti

Perché da quando Paolo Bonolis nel 2005 ha introdotto la pratica (discontinuamente applicata negli anni successivi), per quanto possa essere prestigiosa la guest-star, di solito dei duetti ci si dimentica tre giorni dopo, e di loro rimane poca traccia. Tant’è vero che più o meno ogni anno succedono le stesse cose, come fossero nuove.

Ci sono:

1) quelli che usano l’ospite per posizionare se stessi. Sal Da Vinci si fece accompagnare da Gigi D’Alessio, Patty Pravo da Todd Rundgren, i Modà da Francesco Renga, Luca Madonia da Franco Battiato.

2) per i giovani è poi importantissimo farsi accompagnare da un big, per far capire in che campionato si vuole giocare. Il massimo fu ottenuto nell’edizione 2009, quando Silvia Aprile arrivò con Pino Daniele, Simona Molinari con Ornella Vanoni, Malika Ayane con Gino Paoli, Karima con Burt Bacharach. Quando il miliardario Francesco Facchinetti, oggi consulente politico (Silvio Berlusconi, Giorgio Gori) tentò la carriera di cantante come un suo parente, si fece accompagnare da Max Pezzali. Qualcuno si ricorda il brano “Francesca”? Eccolo:

3) Non mancano mai quelli che stupiscono col colpo di teatro. Come Marcella Bella che si portò Edoardo Costa a interpretare il suo “Uomo bastardo” che si rivestiva compiaciuto dopo averla tradita, come Albano e i versi della sua canzone declamati da Michele Placido, i Matia Bazar con un recitante Sergio Muniz, Max Pezzali che si portò Lillo&Greg, o Arisa accompagnata dalle voci fuori campo della Gialappa’s Band. Nel 2008 Tricarico interpretò Una vita tranquilla duettando con una performance (silenziosa) del Mago Forest.

4) Un tocco di originalità può essere dato da un coro. Prima che lo facesse Lo Stato Sociale, hanno spiazzato con questa trovata inaudita Francesco Renga con Scala & Kolacny Brothers, Tricarico con il Coro di voci bianche Si La Sol, Simone Cristicchi con il coro dei minatori di Santa Fiora, e su tutti Antonella Ruggiero con gli Alpini S. Ilario e Valle dei Laghi, a sdrammatizzare (ok, non proprio) Canzone fra le guerre:

Ma qualcuno si ricordava di questi duetti?

O di altri? Quasi solo i fan degli artisti duettanti. Sicché, per dare il buon esempio al Festival extralungo, commenteremo queste esibizioni fugaci con la massima brevità.

Renzo Rubino e Serena Rossi
Soffrono molto. Lei gli fa un sacco di gesti. Clima Giò Di Tonno – Lola Ponce.

Le Vibrazioni e Skin
“Attacca!” Sembra un pezzo dei Negramaro in cui a strillare è Skin invece che Sangiorgi.

Noemi e Turci
Strana sensazione che Noemi quest’anno voglia essere ovunque fuor che a Sanremo.

Mario Biondi, Ana Carolina e Daniel Jobim
Molto Strangers in the night di Frank Sinatra. Con la differenza che è in portoghese e a un certo punto dice: “U prismu”, che forse è uno schema della nazionale brasiliana.

Annalisa e Michele Bravi
Amici meets X Factor. Si guardano per 3 minuti ignorando il pubblico. Ecco cosa succede quando non ci sono giudici in giro.

Lo Stato Sociale e il Piccolo Coro dell’Antoniano e Paolo Rossi
Paolo Rossi è stato davvero tante volte a Sanremo – come concorrente e anche come ospite, lo portò Samuele Bersani. Verso la fine Furbetto, dello Stato Sociale, ghignetta: “I bambini piacciono a tutti”. La furbetteria di quello che fa il furbetto e furbettamente lo sottolinea.

Max Gazzé, Marcotulli & Gatto
Jazzosa per tutti – niente male, non ha voluto strafare o straduettare o buttare in faccia a tutti che lui, invece, è musicista.

Decibel e Midge Ure
Lui scrisse Vienna. Ora sembra Ciccio Graziani. In ogni caso, davvero David Bowie ha scritto quella roba lì a Ruggeri? Non gli avrà invece scritto “To be insulted by these fascists is so degrading”?

Vanoni, Pacifico, Bungaro e Preziosi
Lui canta con la mano in tasca spandendo sicumera del tutto inutile. Però lei che timbro, a 84 anni: non è lì solo per il premio alla carriera.

Diodato, Paci e Ghemon
Questa versione meriterebbe di essere un singolo.

Facchinetti, Fogli e Giusy Ferreri
Forse i peggio assortiti della serata, potrebbero duettare per due ore e sembrerebbero sempre in due città ed epoche diverse. Intanto si è fatta una certa e mancano nove pezzi più la premiazione dei giovani, tra i quali vince la versione giovane di Ermal Meta.

Avitabile, Servillo e Avion Travel e Daby Touré
Come in un libro di Stephen King, a mezzanotte il concerto del Primo Maggio ti viene a cercare.

Ermal Meta, Fabrizio Moro e Simone Cristicchi
Meta e Moro fanno un sacco di smorfie per far vedere quanto ci credono, Cristicchi sapientemente opta per la sobrietà – e alla fine sembra quello che ci crede di più. Appare una scritta: “Fine prima parte”. Tutta l’ironia hipster degli autori.

Caccamo e Arisa
Lei ha i capelli di Levante, lui la barba di Licitra. Si gridano in faccia con convinzione. Lei lo fa con l’apparecchio per i denti – perché quando si è oltre.

Ron e Alice
Lei molto magnetica. Però questa canzone aveva bisogno di una scintilla alla Lucio Dalla più che del tepore di Carla Bissi.

Red Canzian e Marco Masini
Canzian sembra posseduto da Riccardo Fogli; Masini invece era più vivace quando aveva la malinconoia. In ogni caso la frase “Strana persona, la gente” vale dei soldi.

The Kolors e De Piscopo ed Enrico Nigiotti
Amici meets X Factor again, anche se per pochissimo: Nigiotti appare a canzone finita per 3 secondi di pentatonica e non apre bocca. Un clima molto Imagine Dragons, con Stash che durante le tamburate di De Piscopo aizza la platea, costringendo due sventurati in doppio petto della prima fila ad alzarsi in piedi e ondeggiare imbarazzatissimi.

Barbarossa e Anna Foglietta
Dopo il Momento Uè di Avitabile&Servillo, ecco il Momento Daje. Intanto è quasi l’una. Non che la cosa induca a tagliare trovatone tipo Favino che porta due panini alla famiglia, o Favino che suona il sax.

Nina Zilli e Cammariere
Beh, Cammariere a quest’ora è proprio una botta di adrenalina. Tra l’altro con l’introduzione di piano la tira in lungo come se volesse esibirsi direttamente domenica sera.

Elio & le Storie Tese e Neri Per Caso
Gli Eli in nero, i Neri in bianco. Armonie vocali che meritavano un miglior trattamento. Elio si vendicherà nel Dopofestival cantando su RaiUno l’oscenissima El Pube. Tanto alle due, chi se ne accorge.

Responsi

Striscia blu (cioè: bene)
Caccamo, Gazzè, Diodato & Paci, Vanoni, Barbarossa, Meta & Moro, Ron
Striscia gialla (cioè, meh)
Annalisa, Vibrazioni, The Kolors, Avitabile, Lo Stato Sociale, Red Canzian
Striscia rossa (cioè: male)
Rubino, Noemi, Decibel, Biondi, Canzian, Zilli, Elio & le Storie Tese

Sigla finale

Arriva all’una e venticinque.

[di Paolo Madeddu]