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Parliamoci chiaro, non tutti avrebbero scommesso su questa edizione del festival di sanremo come una di quelle che sarebbe passata alla storia. Io per primo qualche dubbio l’ho manifestato. Se la Sisal avesse aperto le scommesse sugli ascolti televisivi credo che nessuno avrebbe vinto un euro. Ma quando sabato sera, mentre Pierfrancesco Favino ha portato in scena il monologo tratto da “la notte poco prima della foresta” per introdurre Fiorella Mannoia che con Claudio avrebbe cantato “mio fratello che guardi il mondo” (Fossati 1992), tutto mi è apparso chiaro: questa edizione ha avuto un direttore artistico che ha fatto quel lavoro come forse al festival di sanremo non ha mai fatto nessuno.

Negli ultimi 20 anni, almeno, si sono succeduti in quel ruolo solo figure professionali appartenenti al mondo della televisione come Carlo Conti, Fabio Fazio, Bonolis Presta, Presta Mazzi etc figure senza dubbio padrone del mezzo televisivo ma forse non consapevoli di quello che il mercato delle musica necessitava per davvero. La famosa frase “mettiamo la musica al centro del Festival di sanremo” declinata impropriamente un po’ da tutti, con Claudio Baglioni ha avuto senso.  Vediamo di spiegare e argomentare.

Le canzoni: provate a domandarvi quante di queste canzoni che abbiamo ascoltato per una settimana non ci sarebbero state se a dirigere/scegliere non fosse stato Claudio Baglioni. Noi lo abbiamo fatto e questo è l’elenco

Diodato e Roy Paci – Adesso In pochi hanno il coraggio di scommettere su uno sconosciuto e di capire la forza di questa canzone, lui lo ha fatto.

Luca Barbarossa – Passame er sale Non tutti avrebbero avuto il coraggio di sostenere Luca in romanesco

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza un altro direttore avrebbe scelto un nome indie per riempire quella casella e non avrebbe mai affidato ad una band indie il ruolo di “best of the pop”

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno Un altro direttore avrebbe chiesto a Max un altra canzone più allegra e ironica e Gazzè avrebbe salutato il circo

Mirkoeilcane – Stiamo tutti bene Erano molti anni che un vincitore di Musicultura non partecipava al festival di Sanremo e questa canzone è coraggiosa quasi pericolosa nel mese che precede le elezioni.

Giovanni Caccamo – Eterno  La canzone è scritta in maniera egregia anche se cantata malino, ma, la sera dei duetti, Arisa ci ha fatto capire quanto una canzone bella in mano ad una grande interprete diventi meravigliosa.

 

Lo spettacolo televisivo:

In molti hanno scritto che dopo la prima puntata l’intervento di Fiorello avrebbe messo un segno indelebile su questo festival di Sanremo. Dopo Fiorello è impossibile fare di meglio. E’ vero, dopo Fiorello non puoi fare di meglio in quel settore, ma se sposti l’attenzione artistica su altri campi forse si. Infatti Claudio ha spostato l’attenzione su altro, mettendo al centro del progetto le qualità inarrivabili di Favino dandogli uno spazio che già dalla prima puntata ci aveva fatto intuire le potenzialità e che ieri sera al monologo di cui sopra ha raggiunto l’apice. L’accoppiata con Edoardo Leo al dopo festival è un altro segno importante che Claudio Baglioni ed il suo staff autorale e produttivo hanno lasciato a questa edizione portando ascolti e qualità in uno spazio ultimamente ridotto a poca cosa.

La gestione degli ospiti:

Nessuno spreco economico e di comunicazione su ospiti altisonanti che avevano caratterizzato le precedenti edizioni perchè l’ospite più significativo è stato il direttore artistico che qualche canzone nella sua vita l’ha scritta. Claudio Baglioni ha messo al servizio dello spettacolo la cosa più preziosa che ha, ossia la sua intera opera e gli ospiti Italiani hanno riservato a lui il migliore dei tributi  duettandoci insieme. Forse il fatto che Baglioni per una settimana si sia “concesso” come conduttore televisivo ha fatto dimenticare a molti che stiamo parlando, senza ombra di dubbio, dell’artista Italiano vivente con più “sempreverdi” all’attivo, quindi levatevi il cappello oh voi che usate la critica negativa come unica forma di espressione per esistere.

Epilogo:

Parliamoci chiaro, così abbiamo iniziato e cosi finiamo, questo festival di Sanremo lo ha vinto Claudio Baglioni e chi insieme a lui ha sposato questa scommessa. Su tutti, Ferdinando Salzano e tutto il team di F&P, l’agenzia che gestisce il 70% dei concerti, e non solo, degli artisti Italiani. Di Baglioni abbiamo già detto tutto, del lavoro nascosto al grande pubblico ma trasparente agli occhi degli addetti ai lavori di Ferdinando Salzano in molti hanno teorizzato ma in pochi hanno scritto argomentando. Fa più effetto parlare male e di conflitti di interesse di Salzano che accettare che è bravo e legge le partite meglio di altri e apporta quello che serve stando sempre un passo indietro.

Poi hanno vinto Ermal Meta che non è (per ora) di F&P in coppia con Moro (che lo è appena diventato) ma questa è un’altra storia….

di Bill Jobs