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Sanremo 2018 Le pagelle della prima serata di Bill Jobs

“Mettere al centro le canzoni” è il preludio che Claudio Baglioni in soli 6 minuti fa per lanciare i primi cantanti in gara, anzi no la pubblicità. Una filippica o un “pippone”, fate voi, per dire che a Sanremo tornano le canzoni con parole e musica. Va beh Claudio dai, cominciamo? h. 21.17 pronti e via

AnnalisaIl mondo prima di te  6.5  Aprire il festival non è cosa facile. Stenta nelle prime strofe con vocalità incerta (forse troppo bassa?) ma quando parte l’inciso Annalisa fa Annalisa ed il brano decolla. Più forte lei del brano che non brilla per originalità

Ron – Almeno pensami 8.5  Quando abbiamo letto che Ron avrebbe cantato un inedito di Lucio Dalla tutti, o quasi, abbiamo pensato “se Dalla non l’ha mai cantata un motivo ci sarà”. Invece la grandezza di un Ron superlativo e la scrittura di Dalla hanno portato sul palco una magia che nell’era della Trap fanno bene alla forma canzone Italiana. Bellissima

The Kolors – Frida (Mai Mai Mai) 4.5  Quando al ristorante non sai se mangiare carne o pesce e alla  fine finisci che ordini un pizza. I ragazzi hanno tutto per essere una top band, ottimi performer, lui bello da morire (anche biondino) ma la sostanza non è a fuoco. Brano debole e senza pretese….

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno 7.5  Per comprendere davvero i testi di Gazzè ci vuole senza dubbio un po’ di tempo e un declinatore dal latino. Diciamo che non è immediato. Stenta in alcuni momenti vocalmente. Forse anche lui, esperto e navigato, sente l’emozione di quel palco ma la canzone e l’arrangiamento (supremo) sono dei piccoli capolavori.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico –  Imparare ad amarsi 7.0  La grandezza di una signora della canzone Italiana è la stessa di quando nella metà degli anni 50 cominciava a muovere i primi passi con Strehler. Una perla preziosa illumina questo festival con una canzone che non passerà alla storia ma ha una dignità altissima ed un testo emozionante. Bravi i due autori a restare un passo indietro ed in punta in piedi

Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente  6.5  Chi entra Papa in genere esce cardinale. I due cantautori, tra i più bravi della scena degli ultimi anni, hanno creato aspettative anche per il tema che hanno affrontato. Sarà che nel Sanremo Classico a battuta lenta di Baglioni questo beat sembrava stonare ma il brano mi ha un po’deluso. Peccato

Mario Biondi – Rivederti  6.0  Potrebbe cantare anche l’elenco del telefono e Mario Biondi non perderebbe la sua personalità vocale unica e rara…. ma il brano sembra un esercizio di stile “old fashion” che a qualcuno piacerà anche perchè forse poco abituati ad ascoltare i grandi classici del jazz figli degli anni 50, ma a me la canzone non ha lasciato nulla

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo 5.5  Un mix di imbarazzo ed emozione. La canzone è stata scritta per creare l’effetto applauso a scena aperta fra il pubblico over 50 ma al tempo stesso è imbarazzante perchè sentire Roby Facchinetti fare il verso a Facchinetti e Riccardo Fogli apparire come un grande cantante è una cosa strana davvero.  Non giudicabili ma se vincessero o si piazzassero non mi stupirei….

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza  8.0  Vengono dall’indie ma sono la cosa più Pop sentita finora sul palco. La scimmia di Gabbani ormai ha fatto storia e quindi la vecchia che balla diventa il tormentone del festival. Bravi freschi ed originali. Numeri uno in radio subito e nuova realtà indie regalata al main stream

Noemi – Non smettere mai di cercarmi   7.5  Questo è il festival in cui Noemi rinasce o finisce parcheggiata fra le mestieranti della canzone Italiana. Forse un po’ dura come immagine ma una cantante con questo talento non può sbagliare ancora canzone. La canzone è bella ed io sono contento perchè c’è bisogno di più Noemi per tutti. Mi sbaglierò, ma Noemi potrebbe essere una possibile piazzata

Decibel – Lettera dal Duca  6.5 Operazione nostalgia mancata perchè il suono dei Decibel è attuale e rock al punto tale che lo stesso Ruggeri ne guadagna molto in credibilità ex punk. Voglio dire che il cantautore che negli ultimi 20 anni ci ha regalato perle di canzoni qui torna ad essere un venticinquenne che ama David Bowie.

Elio e le storie tese – Arriverdorci 6.5  A volte mi perdo e faccio fatica a capire dove vuole andare un discorso. Epilogo ad una carriera bellissima? ok ma po i devi smettere davvero altrimenti diventi anacronistico. Loro sono dei grandi artisti, non c’è dubbio, hanno scritto pagine di sanremo e della musica pesanti ma questa non è all’altezza dei titoli di coda. Voto 3 a me perchè sono sicuro che è colpa mia se non l’ho capita tutta ma da Elio e le storie tese mi aspetto sempre di più.

Giovanni Caccamo – Eterno 8.0 La canzone è straordinaria, figlia della migliore tradizione di canzone d’autore Italiana, il cantante no. Va perdonato perchè è lui l’autore, ma se questo brano lo avesse cantato Francesco Renga, per dire, sarebbe il vincitore sicuro di questo Festival di Sanremo.

Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto 4.0  Terribile ed inutile. Massimo rispetto per la carriera ma non capisco a cosa serva questa canzone. Unicamente a soddisfare una forma repressa di ego?

Luca Barbarossa – Passame er sale  7.0  Ci sono artisti che fanno giri immensi e poi ritornano. Luca Barbarossa negli ultimi anni si diverte a fare radio e la fa bene ma qui si ripresenta come cantautore vero con una canzone importante degna della migliore tradizione romana. Non ho potuto fare a meno di pensare ad una versione alla Califano o una versione alla Mannarino. Bravo Luca bentornato nella serie A della canzone

Diodato e Roy Paci – Adesso 7.0  Se un artista bravo ma semisconosciuto al grande pubblico entra nel cast del festival di sanremo ci sono due possibili risposte. Ha i santi in paradiso o ha scritto una bella canzone. Temevamo la prima ma ha vinto la seconda. Bravo a Diodato, più famoso perchè fidanzato con Levante, e bravo al “figurante”per una notte  Roy Paci

Nina Zilli –  Senza appartenere  7.5  Ha cantato molto male ma la canzone è molto bella e sono sicuro che farà meglio nei prossimi giorni. Forse l’ora tarda e la tensione dell’attesa ha giocato un brutto scherzo alla tecnica della brava Zilli. Una canzone “donna” degna di attenzione anche dopo questo Festival

Renzo Rubino – Custodire 4.5 Avete presente quello che ho scritto prima per Diodato? bene, ribaltate il concetto ed avete il mio pensiero su Renzo “Pochino” Rubino.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno 6.0  Se vuoi portare la canzone popolare napoletana su questo palco devi fare di più. L’asticella di quella tradizione è altissima e nonostante i due artisti meritino rispetto per la loro carriera la canzone passa serena ma non grafia e non lascia il segno

Le Vibrazioni –  Così sbagliato 6,5  Diamo atto a le Vibrazioni che loro forse sono l’ultimo prototipo di band Rock nel senso più alto della tradizione del rock….vero. Il loro suono ci piace anche se contaminato dai violini di sanremo regge e non perde di energia. Sarcina è un frontman vero ma il resto della band gli da quello che negli anni di solista gli è mancato, la credibilità. Il pezzo non brilla ma farà il suo dovere.