• 2
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    2
    Shares

Al collega Paolo Madeddu abbiamo chiesto di commentare da par suo la serata dei duetti, come potete leggere in un’altra pagina. Mi sono riservato una piccola chiosa, avendo seguito tutte le serate e le esibizioni dei Campioni proposte finora da questo Festival: una tabella, uno specchietto, in cui riassumo – sempre a mio parere, s’intende – la mia valutazione sull’influenza dei duetti sulla qualità delle canzoni.

Erano meglio senza duetto

Vibrazioni con Skin
Noemi con Paula Turci
Annalisa con Michele Bravi
Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico con Alessandro Preziosi
Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con Giusy Ferreri
Kolors con Tullio De Piscopo e Enrico Nigiotti
Luca Barbarossa con Anna Foglietta
Nina Zilli con Sergio Cammariere

Senza significative variazioni

Marco Biondi con Ana Carolina e Daniel Jobim
Max Gazzé con Rita Marcotulli e Roberto Gatto
Diodato con Roy Paci e Ghemon

Meglio col duetto

Renzo Rubino con Serena Rossi
Dcibel con Midge Ure
Enzo Avitabile e Peppe Servillo con Daby Touré e Avion Travel
Giovanni Caccamo con Arisa
Ron con Alice
Red Canzian con Marco Masini
Elio e le Storie Tese con i Neri per Caso

Due casi particolari, da spiegare

La canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro ha guadagnato dalla partecipazione di Simone Cristicchi, ma trovo imperdonabilmente didascalica, fin quasi alla volgarità, la scelta di aprire il brano facendo leggere quella lettera.
La canzone dello Stato Sociale avrebbe guadagnato moltissimo dalla partecipazione del Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano di Bologna (bella e giusta la scelta di sostituire la frase “nessuno che rompe i coglioni” con la frase “nessuno che buca i palloni”); ma la presenza di Paolo Rossi non è stata solo inutile, bensì dannosa.

Sono, infine, molto curioso di poter esaminare il dettaglio dei voti delle tre giurie che hanno assegnato la vittoria a Ultimo nella categoria Nuove Proposte. Ne riparleremo.

[F. Canzonettari]