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Così ci siamo giocati anche il New Musical Express. L’istituzione della stampa musicale britannica, che da sessantasei anni a questa parte occupava nelle edicole il posto di testata di riferimento per appassionati e addetti ai lavori, cesserà di essere pubblicato in versione cartacea. Si limiterà alla sopravvivenza online. E – eventualmente – a qualche monografia fisica da pubblicare in tempi e modi ancora tutti da definire.

Ci vorrebbe un nemico

Liam Gallagher, uno che con la stampa musicale sono più le volte che ci ha fatto a pugni con quelle che ci è andato d’accordo, gli ha reso l’onore delle armi (“Con loro ho avuto i miei alti e i miei bassi, ma li ho sempre tenuti d’occhio”). Perché magari l’NME (letto “enemy”, nemico) appunto rappresentava un nemico, ma quando il nemico della tua vita di punto in bianco sparisce si crea un vuoto che è difficile riempire.

Prima di scatenarsi con le concioni di rito sulla morte della stampa musicale assassinata dallo streaming e dai social network, occorre ricordare che Kerrang!, altra pubblicazione musicale britannica, nelle edicole esce ancora. Quindi?

Cosa è successo?

Non è mai facile tracciare la road map che porta una realtà consolidata dal dominio sul mercato al quasi tracollo. Il campanello d’allarme, per l’NME, arrivò quando le vendite nelle edicole scesero sotto le 20.000 unità. La testata si riconvertì in free-press ma, evidentemente, il provvedimento fu tardivo e maldestro.

In un panorama editoriale sempre più dominato dalla pubblicità, il New Musical Express ha patito il suo prestigio adattandosi alle nuove esigenze del mercato sempre con maggior ritardo. Così ha perso terreno non solo nei confronti del suo competitor ma, soprattutto, nei confronti dei lettori. E perdere il contatto con l’audience, per chi di audience vive, è un peccato mortale.

Arrocco online

Kerrang!, per esempio, ha saputo rendere la propria edizione online complementare a quella cartacea, con anticipazioni, contenuti e servizi extra in grado di attivare un circolo virtuoso – e non univoco – tra edicola e Web. Su NME.com, al contrario, la notizia della chiusura dell’edizione cartacea non è nemmeno apparsa: vi pare possibile?

Per il New Musical Express, in sostanza, ci sono due notizie: una buona e una cattiva. Quella buona è che la stampa musicale non è morta, e che per tornare in gioco c’è ancora tempo. Quella cattiva è che l’arrocco online da solo potrebbe non bastare a sopravvivere. Almeno senza uno scatto d’orgoglio che porti a una sana messa in discussione dell’atteggiamento con il quale ci si è presentati a pubblico e artisti in mezzo secolo abbondante.

 

 

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