•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Francesco Gabbani ha presentato a Milano il suo nuovo disco, Magellano (BMG). Lo ha fatto in un incontro con i giornalisti ricco di domande. Ecco cosa ha detto il cantautore toscano, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo con Occidentali’s karma.

Perché questo titolo?
«Perché chiamarlo Tom Tom suonava male. Il fil rouge del disco è il viaggio, e Magellano rappresenta il coraggio di scoprire l’ignoto, di andare oltre a ciò che è scontato, di fare riflessioni per un percorso dentro di noi che ci permetta di conoscerci e di accettarci per quel che siamo».

Hai parlato di fil rouge: un approccio cercato?
«No, non siamo entrati in studio pensando “Adesso facciamo un disco sul viaggio”. Magellano è un concept non voluto, ci siamo accorti suonandolo che il filo rosso era quello».

Il disco contiene nove canzoni: questo numero non è casuale…
«Ho una passione per il nove. Sono nato il 9 settembre, quindi il nono giorno del nono mese dell’anno. Francesco ha nove lettere, il successo è arrivato nel 2016, la cui somma è 9. Insomma, il numero ricorre. Diciamo che spero adesso di vendere 9 milioni di copie».

Ma su YouTube Occidentali’s karma ha oltre 100 milioni di visualizzazioni…
«Mi sarebbe piaciuto fermarmi a 99.999.999. Per coerenza».

Ecco, Occidentali’s karma: come vivi questo successo travolgente?
«Cerco, quasi per difendermi, di vivere in modo naturale, senza pormi troppi problemi. Ho dalla mia l’aver conosciuto il successo nella maturità, con una personalità formata».

Ti aspetti di vincere anche all’Eurofestival, dove presenterai il brano sanremese?
«Mi dicono che sono tra i favoriti, ma non ci penso. Voglio evitare che la delusione sia direttamente proporzionale all’illusione. Di nuovo, cercherò solo di essere il più naturale possibile e di divertirmi, come mi sono divertito a fare questo disco».

Cosa ti ha divertito?
«L’aver lavorato con i miei collaboratori: mio fratello Filippo, Fabio Ilacqua, Luca Chiaravalli. Il disco porta il mio volto e il mio nome, ma è un lavoro collettivo che esprime un legame gioioso di valori umani, in cui ciascuno di noi trova il proprio spazio e nessuno prevarica l’altro».

Il prossimo singolo sarà Tra le granite e le granate. Perché proprio questo brano?
«Perché uscirà in estate e nel testo c’è un gioco di parole basato su e-state. Altrimenti avremmo dovuto giocare su au-tunno o su in-verno, e sarebbe stato difficile. Al di là delle battute, è una canzone che parla del nostro essere succubi del desiderio di divertimento a tutti i costi, e questo si esprime soprattutto durante le vacanze estive».

Hai detto che Magellano è un viaggio interiore, a un punto del quale ti riveli nella tua intimità, con il brano Spogliarsi.
«Quando si parla della mia dimensione intima mi spavento un po’, visto cosa s’è detto delle mie dimensioni intime dopo Sanremo…».

Ok, torniamo al viaggio: puoi definirti un viaggiatore?
«Per esserlo c’era bisogno di tempo e denaro, e io ho preferito investirli in ciò che mi interessa di più: la musica. E poi non dimentico un insegnamento zen: “Ha girato il mondo in lungo e in largo, ma una volta a casa si è reso conto di non essersi spostato di un millimetro”».

Ma c’è un luogo in cui ti piacerebbe suonare?
«Machu Pichu. Adoro la montagna».

Nove canzoni, ma in un tempo ristretto: 31 minuti. Non è un po’ poco, per un album e per i concerti che seguiranno?
«Nel momento in cui abbiamo scelto le canzoni per il disco non ci siamo posti il problema della durata, ma del fatto che fossero una sintesi di ciò che volevamo dire. Questa tracklist è la sintesi corretta. Quanto ai concerti, io mi stimo e mi voglio bene e penso di essere un cantante fantastico, ma dopo un po’ io stesso mi annoierei a sentirmi cantare».

È vero che qualche anno fa stavi abbandonando l’idea di fare musica?
«Non esattamente. Stavo abbandonando l’idea di essere un cantante, di fare dischi o concerti. Non quella di fare musica. Credo si possa vivere di musica senza essere famosi, e io avevo comunque un’avviata attività come autore, per Celentano o per Renga, ad esempio».

A breve pubblicherai anche gli spartiti delle canzoni di Magellano. È una scelta inusuale, quasi antica…
«In rete trovi di tutto, io volevo una versione certificata per chi ha desiderio di mettersi al piano o alla chitarra e divertirsi a suonare. E poi, sono cresciuto in un negozio di strumenti musicali, mi piace l’idea di tornare a casa e tra i vari spartiti vedere anche i miei».

Occidentali’s karma è un successo travolgente. Davvero, cosa ne pensi?
«Quel brano ha ormai una sua vita, io mi diverto a osservarla. E la sua vita mi conferma che le canzoni non sono di chi le scrive, ma di chi le ascolta e le vive».

La tracklist di Magellano

  1. Magellano
  2. Tra le granite e le granate
  3. Occidentali’s karma
  4. A momen of silence
  5. La mia versione dei ricordi
  6. Susanna, Susanna
  7. Foglie al gelo
  8. Pachidermi e pappagalli
  9. Spogliarmi

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata