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Non è propriamente una “buccia di banana”, ma ci va molto vicino, la storia curiosa su Ivan Graziani che vi raccontiamo qui di seguito.

Nel 1979 il “cantautore rock” dagli occhiali con la montatura rossa, ha già quindici anni di attività alle spalle e un paio di buoni successi in carniere (“Lugano addio” e “Pigro”). Quell’anno riesce ad andare in classifica, anzi in Top Ten, con questa “Agnese”.

Camaleonti, Mindbenders & Petula Clark

All’epoca, pochi si accorgono che “Agnese” assomiglia molto a una canzone dei Camaleonti, uscita tre anni prima, intitolata “Non c’è più nessuno”.

“Non c’è più nessuno” – con un testo scritto da Luigi Menegazzi e Domenico Serengay – è la cover italiana di un piccolo successo del 1965 di un gruppo beat di Manchester, UK, intitolato “A groovy kind of love”, e scritto da Toni Wine e Carole Bayer Sager.

Fra l’altro era già stato ricantato da Petula Clark nel 1966:

Reggae time

Mentre in Italia, nel 1970, Remo Germani, con un testo diverso, ne aveva fatto una curiosa versione in chiave reggae intitolata “Ora che sei qui”:

E per il momento la faccenda finisce qui.

Poi arriva Phil Collins

Ma succede che parecchi anni dopo, nel 1988, Phil Collins, già batterista dei Genesis, nella colonna sonora del film “Buster”, del quale peraltro è anche interprete, decide di inserire una sua versione di “A groovy kind of love”, che grazie anche alla popolarità di Collins diventa un successo internazionale: prima in classifica in Inghilterra, prima in classifica negli Stati Uniti…

…e prima in classifica anche in Italia. E’ a questo punto che qualche stordito, o qualche disinformato, comincia a dire, e peggio a scrivere, in giro che “Phil Collins ha copiato Ivan Graziani” (sì, figuriamoci…).

A parte il fatto che Phil Collins non è fra gli autori del brano, sarebbe bastato fare qualche ricerca (o conoscere meglio la storia della musica leggera) per rendersi conto che, semmai, era stato Ivan Graziani a rifare una canzone già uscita prima della sua “dimenticandosi” di firmarla anche con i nomi degli autori originari, e insomma attribuendosela – e così scivolando su una buccia di banana (se volete verificare, ecco la fotografia del 45 giri con l’etichetta:

La sonatina di Clementi

Sarebbe finita qui, se non fosse che… qualcuno che di musica se ne intende davvero, e non poco, si è reso conto che alla radice di tutto, prima di tutti (prima dei Mindbenders, prima di Ivan Graziani, prima di Phil Collins) c’è un musicista italiano nato nel 1752: Muzio Clementi, che scrisse una sonatina per pianoforte – l’opera 36 numero 5 – il cui terzo movimento, il Rondò, è né più né meno la melodia di “A groovy kind of love”, di “Agnese”, e di tutte le altre versioni della canzone firmata in origine da Toni Wine e Carole Bayer Sager.

E per fortuna che le opere di Clementi sono diventate di pubblico dominio, altrimenti qualche erede avrebbe sicuramente strillato al plagio…