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Avete sicuramente sentito parlare della vicenda relativa al rischio di squalifica corso da “Non mi avete fatto niente”, la canzone con cui Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno vinto il Festival di Sanremo 2018.

Storia di una polemica

Tanto per chiarire, non si è mai trattato di una questione di plagio: l’autore di “Silenzio”, Andrea Febo, figura anche come coautore di “Non mi avete fatto niente”. Quindi, da questo punto di vista tutto regolare. La discussione si è sviluppata su due binari: quello della effettiva “novità” di “Non mi avete fatto niente”, ai sensi del regolamento di Sanremo 2018, e quella dell’eventuale esecuzione in pubblico della canzone “Silenzio” (leggete qui se volete conoscere i dettagli).

Dopo la “sospensione” dalla gara della canzone “Non mi avete fatto niente”, l’ufficio legale della RAI ha stabilito che la canzone, dopo essere stata sottoposta a perizia, poteva essere considerata conforme al regolamento perché non contiene più del 30% della canzone dalla quale deriva, cioè “Silenzio”, e questo le consentiva di rimanere in gara.

Il pezzo è rimasto in gara

Questa decisione è stata annunciata giovedì 8 febbraio durante la conferenza stampa dell’organizzazione, ma nonostante le domande dei giornalisti presenti non è stato comunicato chi sia stato l’autore della perizia che ha stabilito la regolarità di “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Presumibilmente, peraltro, la perizia è stata effettuata confrontando “Non mi avete fatto niente” con “Silenzio” nella versione che era stata presente sul sito della RAI fino alla sera di martedì 6 (in quanto partecipante alla competizione “Sanremo Giovani”).

Il giorno prima, era comparsa su YouTube l’esecuzione di “Silenzio” proposta alle selezioni di “Musicultura”, nella versione della sola Ambra Calvani (la versione proposta per Sanremo Giovani l’anno prima era un duetto della Calvani con Gabriele De Pascali). Potete ascoltarla qui:

Dal testo, si evince che la protagonista della canzone è la vedova di un agente di scorta ucciso in un attentato.

CSI: Sanremo

Ebbene, abbiamo chiesto a un musicista di confrontare “Non mi avete fatto niente” con “Silenzio”, nella versione di Ambra Calvani, ed ecco il risultato della sua analisi, effettuata utilizzando il video qui sopra con quello dell’esecuzione di “Non mi avete fatto niente” nella terza serata del Festival (clicca qui per vederlo su YouTube)

Analisi musical-forense

Sono descritte e cronometrate le parti uguali fra “Non mi avete fatto niente” e “Silenzio”.

0.00

0.08 Inizio strofa

0.57 inizio ritornello / 1.20 Fine ritornello (23 secondi di parte uguale a “Silenzio”)

1,42 inizio secondo ritornello / Fine secondo ritornello 2.05 (23 secondi di parte uguale a “Silenzio”)

2.07 – 2.10 riprende uscita ritornello (3 secondi di parte uguale a “Silenzio”)

2.46 inizio terzo ritornello – 3.34 (48 secondi di parte uguale a “Silenzio”, perché oltre al ritornello dovrebbe essere considerata parte uguale anche l’ultimo pezzo del brano, che contiene il frammento della seconda strofa di “Silenzio” che dice : “sono consapevole che tutto più non torna, la felicità è volata come vola via una bolla”)

3.34 fine del video (- 8 secondi di vuoto iniziale del video, il totale della durata della canzone “Non mi avete fatto niente” è 206 secondi).

Il verdetto

Dei 206 secondi di durata complessiva di “Non mi avete fatto niente”, 97 sono uguali a “Silenzio”.
97 secondi su 206 sono più del 30%: sono circa il 47%.

Stando al regolamento, dunque, secondo noi “Non mi avete fatto niente” doveva essere esclusa.

Chi avrà ragione?