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In uno scenario surreale offerto dall’Ex Dogana di Roma, uno spazio situato tra le sopraelevate della tangenziale est e lo scalo ferroviario di San Lorenzo, Cristina Donà ha messo in scena Tregua, il suo disco d’esordio, pubblicato nel 1997, esattamente vent’anni fa. Le celebrazioni possono essere meri appuntamenti commerciali per indurre gli estimatori ad un ennesimo acquisto, oppure, ed è la scelta operata dalla cantautrice di Rho, un’occasione per guardare indietro e riproporre in veste aggiornata le canzoni che, da subito, le hanno regalato un ruolo da protagonista nel panorama musicale italiano.  Esordio sorprendente, ha marcato il percorso di una artista che ha influenzato la nuova generazione di musicisti.

La scaletta del concerto segue, nella prima parte, quella originale del disco.  I musicisti che accompagnano la Donà sono tra quelli con cui suonava negli anni novanta: Cristiano Calcagnile alla batteria, che ha curato anche tutti gli arrangiamenti e Lorenzo Corti alla chitarra e al Rhodes, a cui si aggiungono Danilo Gallo al basso e Gabriele Mitelli alla tromba.

Giacca avvitata e pantaloni neri su una sensuale camicia bianca, Cristina Donà ammalia il pubblico con la sua voce, mai sopra le righe, la sua timbrica calda che sa essere dolce e suadente, ma che nasconde nei passaggi di registro un carattere forte e volitivo. La sua forza di performer si esprime pacatamente, non ha infatti bisogno di forzare nessun elemento per risultare la regina della scena: in Labirinto si lascia andare a una danza sinuosa, solo accennata dal busto e dalle braccia da cui è impossibile staccare gli occhi.

L’amara ironia di Senza Disturbare viene sottolineata da un canto quasi recitato, perché lo spettacolo di Cristina Donà è più di un concerto, è teatro.  Le macchine che sfrecciano sulla tangenziale e le luci accese di un Frecciarossa che transita lento in attesa di entrare in stazione sono le quinte naturali  tra cui intona Tregua, dolente e leggera allo stesso tempo, grazie all’impronta dilatata degli arrangiamenti di Calcagnile.

Nella seconda parte dello show è la volta di alcune canzoni simbolo del repertorio della Donà: Nido, una splendida Dove sei tu e l’immancabile Goccia che dedica a Margherita Vicario, la giovane cantautrice che ha aperto il concerto. L’ultimo regalo, una versione destrutturata  di Com’è profondo il mare di Lucio Dalla.

Il pubblico la acclama di nuovo sul palco e lei torna da sola con la chitarra per Universo, cantata in coro dai presenti, che chiude un concerto di raro gusto, eleganza e sobrietà.

Siccome la Donà guarda al futuro,  il prossimo quindici settembre verrà pubblicato Tregua 1997-2017  Stelle Buone, in cui i brani del disco saranno reinterpretati da dieci  giovani artisti, una sorta di simbolico passaggio di testimone  che è la forma più fertile di celebrazione.

Le date del tour
10/07 Roma, Ex Dogana – Viteculture Festival
11/07 Moncalieri (TO), Ritmika My Summer
12/07 Casalgrande (RE), Villa Spalletti
13/07 Valdagno (VI), Festival Femminile Singolare
19/07 Desio (MB), Parco Tittoni
22/07 Treviso, Suoni di marca

di Martina Neri

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