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Un insulto, un’offesa, una beffa pagata con i soldi di tutti. È questo quello che significa Claudio Baglioni alla conduzione e direzione artistica del Festival di Sanremo 2018. Conoscendo il tipo e le dinamiche Rai, Baglioni farà quello che vuole, il bello e il cattivo tempo. Come ha fatto finora in questi mesi di trattative: ha alzato il prezzo, economico e di contenuto, finché non ha raggiunto l’accordo che voleva.

Ora si apre un’altra partita, perché con Baglioni passare dalle parole ai fatti è più difficile che attraversare il mare. Ma una cosa è sicura. Il Festival di Sanremo è stato umiliato. Perché a scegliere i cantanti, a fare il dominus di un Festival è stato chiamato un artista, un cantautore sicuramente prestigioso, importante, popolarissimo, venditore di milioni di copie. Ma con una caratteristica: che dall’inizio della sua carriera ha sempre ostinatamente snobbato il Festival trattandolo solo e sempre come una vetrina per farsi celebrare e promuovere i sui dischi. Mai una volta in gara, neanche per sbaglio. Baglioni condivide, assieme ormai a pochissimi cantanti italiani viventi di musica leggera, l’appartenenza all’esclusivo club di quelli che a Sanremo non sono mai andati in gara.

Nel 1985 Baglioni fu invitato da Pippo Baudo a Sanremo, dove si esibì con “Questo piccolo grande amore”, che venne premiata come “Canzone italiana del secolo”:

Non discuto la scelta, anzi, sicuramente può essere un merito e una coerenza. Ma perché uno che la gara l’ha sempre rifiutata e guardata con la puzza di stufato sotto il naso dovrebbe decidere sorte e destini di cantanti che invece accettano umilmente di scendere nell’agone? Aldilà dei conflitti di interesse che pure, come altri, avrà, quale credibilità può avere un cantante a essere il capitano in una partita che ha sempre rifiutato di giocare?  È come se in panchina la Juventus mettesse uno che odia le partite, come se a capo della Fiat ci andasse un manager che non ha mai voluto una macchina ed è sempre andato in bicicletta.

Una volta, sprezzantemente, Baglioni dichiarò che a Sanremo non ci sarebbe mai andato perché non avrebbe potuto tradire il suo santo protettore, San Felice, patrono della rassegna canora con cui aveva iniziato la sua carriera. Sanremo, invece, quest’anno è stato già tradito prima di cominciare.

di Luca Maggiorani

3 Risposte

  1. rossella santovito

    non ci è mai andato come cantante, direttore artistico e’ ben altro la sua professionalita’ è stata richiesta per valutare i candidati partecipanti sue cose completamente diverse, non vedo il problema quindi tutti i precedenti dovevano aver cantato a san remo ?? lui resta un grande artista ed uomo esempio per molti nulla da ridire sulla scelta anzi, tanti figli di artisti quest’anno staranno finalmente a casa.

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  2. teresa

    Credo che Baglioni nn abbia mai partecipato a Sanremo, perché nn gli serviva un trampolino di lancio , infatti oggi va a fare ben altro e cmq cari criticoni a condurre sarà una persona intelligente preparata musicalmente e soprattutto un poeta……e tutto ciò lo dimostrano i fatti…….

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  3. Francesca

    Non c’è mai andato pervridoetto degli altri poveri cantanti, sarebbe stata per loro una gara persa in partenza!! Avrebbe vinto lui ancora prima di partecipare È il miglior cantante italiano e nessuno meglio di lui può rappresentare un festival italiano! Sono felice di spendere i miei soldi pubblici finalmente per qualcuno che vale

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