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I cd, i vinili, il rock, i concerti. Sa di rivincita della vecchia guardia, ma è proprio così che Jack White si ritrova al n.1 negli USA. Il suo album Boarding House Reach ha totalizzato 124.000 “album unit”. E, secondo Billboard, solo 3.000 sono album virtuali, provenienti dal conteggio degli ascolti in streaming (1.500 equivalenti a un album). Sono molti di più i vinili, 27.000 – numero eccezionalmente alto, il quarto risultato settimanale dal 1991.

L’espediente

Ma a dirla tutta, per regalare al suo album un n.1 mai ottenuto coi White Stripes (però inanellato con tutti e tre i dischi della carriera solista) e soprattutto per scalzare dalla vetta il rapper XXXTentacion (lui sì, che sulle piattaforme corre forte) l’artista di Detroit ha dovuto servirsi dell’espediente che sta rilanciando nelle charts diversi rocker. Il bundle, l’offerta congiunta di album e biglietto del tour che negli ultimi mesi ha mandato al n.1 Bon Jovi e al n.2 i Metallica, con dischi che erano usciti nel 2016.

Resurrezione? Parliamone

Sarebbe affrettato considerarlo, proprio nei giorni in cui Spotify si quota in Borsa, un segno di resurrezione pasquale di vecchi formati che non vogliono morire, incluso il rock. Anche se vale la pena di ricordare che nessuno accusa mai il live di essere un concetto giurassico, ma di fatto lo è, e guarda caso è un ambito nel quale, numeri alla mano, il rap non muove le cifre del rock.

La verità è che il bundle è una trovata in fin dei conti legittima, anche se un promoter indipendente come Seth Hurwitz parla di “imbroglio”: “Non è che un sistema per vendere i biglietti del tour prima di quando consentito”. Il tour nordamericano di White in realtà inizia tra pochi giorni, il 19 aprile.

Peraltro, tra gli elementi di cui tener conto, c’è il fatto che sia White che Bon Jovi e Metallica lavorano con la megaditta Live Nation. Poi, che l’album può anche non essere richiesto da chi acquista il biglietto (e, in tal caso, non è conteggiato per la classifica). E che il prezzo del biglietto non scende se si rinuncia al cd.

Cosa accadrà?

Ora bisogna vedere cosa accadrà a Boarding House Reach, visto che una settimana dopo il ritorno al n.1, Bon Jovi e Metallica si sono immediatamente inabissati in classifica. Certo, nel loro caso si trattava di dischi usciti un anno e mezzo prima, e non da sette giorni.

Però è vero che le classifiche “ibride”, ormai in auge ovunque, possono generare confusione su ciò che realmente sta dicendo il pubblico. Nella maggioranza degli addetti ai lavori c’è una specie di ansia (erotica) di testimoniare il trionfo del nuovo, quando questo forse si verificherà con maggiore flemma del previsto. Che diamine, la gente la tv in casa ce l’ha ancora (…e ce l’avrà per un bel po’).

Perché a quanto pare c’è ancora una fetta di pubblico – troppo significativa per essere trascurata – che continua a scegliere il formato che considera più comodo a prescindere dalla sua anzianità, come accade tra libri ed ebook, con l’invenzione più recente che langue malinconica.

Due riflessioni

Dopo aver irriso come da prassi questo pubblico di dinosauri, si può fare qualche riflessione (visto che stiamo parlando di un’industria e non di risultare fighissimi e moderni) anche sul fatto che nella classifica italiana della settimana scorsa al n.1 tra i cosiddetti album è entrata Mina, debolissima nello streaming. E dietro a Laura Pausini (n.2) hanno debuttato Vegas Jones e Baustelle, impegnatisi in consistenti firmacopie. Mentre il primo a trovarsi in top 10 solo grazie allo streaming sembrerebbe Mezzosangue al n.5.

E così, apparentemente cd e vinili (e concerti) portano ancora soldi – e questo perché sono ancora vivi. E se sono ancora vivi è perché saranno anche vecchi, ma evidentemente non così tanto.

[Paolo Madeddu]