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Ormai è passato un bel po’ di tempo, e forse i più giovani tra i loro fan neppure sanno che tanto tempo fa Fedez (ultimo disco solista: settembre 2014) e J-Ax (gennaio 2015) NON facevano coppia fissa. Il sodalizio, stretto nel momento di massima esposizione televisiva di entrambi (X Factor, The Voice of Italy) ha segnato la piccola Storia della nostra canzone, su questo non si discute. I due sono nella top 10 dei tre social più popolari (con Fedez n.1 su Instagram e J-Ax n.4 su Instagram, mentre su Facebook J-Ax sopravanza il socio di circa 200mila seguaci) e il loro Comunisti col Rolex è stato il secondo album più venduto in Italia nel 2017 (si è dovuto arrendere al solo Ed Sheeran). Ma mentre i singoli autunno-inverno non hanno colpito in modo particolare chi non apparteneva alla (nutritissima) schiera dei fan, i “tuffi nel mare nazionalpopolare” dei singoli estivi hanno obiettivamente spopolato.

L’estate del 2016 è stata quella di Vorrei ma non posto, prima joint-venture con la Algida: un singolo-record il cui quinto posto tra i singoli venduti in tutta l’annata non rende giustizia alle 167.456.585 visualizzazioni su YouTube.

L’estate del 2017 è toccato a Senza pagare, 60 milioni su YouTube, ma terzo nella classifica dei singoli.

L’estate 2018 ha indotto il brand dal cuore di panna, dopo una parentesi non esaltante con Tiziano Ferro, a tornare ai due cartelloni pubblicitari col microfono. I quali tuttavia a questo giro hanno ritenuto più che sufficiente copiare se stessi – e forse in fondo hanno ragione.

Ieri, venerdì 4 maggio, è stato il giorno di Italiana, che già dal titolo mette in chiaro che l’originalità non è gradita a Newtopia. Un ritmo latinozzo (ah che sorpresa) e una melodia che ricorda vagamente Whenever, Wherever di Shakira (ma con strombazzino finale alla Rovazzi) che permettono ai due piazzisti del rap di sciorinare una sfilza di rimette banali e immancabilmente Pop-hooliste che ricalcano quelle dei tormentoni estivi precedenti: ironie svogliate su un’Italia dove non c’è lavoro, ma abbondano chef e tanga, sentenze da coda alle Poste come “Più che fuori dall’Europa siamo fuori dal mondo”. Non manca la finta frecciatina per simulare una posizione politica (nel 2016 era una battuta su Salvini, oggi è “Qui ci sono più Lidl che leader, Silvio ritorna in versione wi-fi”) con l’aggiunta di “E poi Donald Trump si allena con il Risiko, se non è al Pentagono lo trovi al Poligono”. Ah, gli farà malissimo.

Ieri fatalmente è uscito anche Peace & Love, di tutt’altro duo (ancorché sempre milanese): Sfera Ebbasta e Ghali (su base di Charlie Charles). Non un capolavoro, ma al confronto sembrano Dalla & De Gregori – e perlomeno, un po’ di cuore nel loro temino ce lo mettono. Però sia chiaro, ai fan dei due rapper più anziani il pezzo piacerà immensamente, quindi nessuna obiezione anche per non incorrere nei tipici diti medi su Instagram. Tuttavia di una cosa siamo certi: le rime migliori, i due le stanno mettendo via già da tempo per il ritorno alla carriera solista. Che riprenderà dopo lo show d’addio a San Siro a giugno e lo scioglimento degli ultimi intrecci tra le rispettive holding, e molto probabilmente ci darà qualcosa di più interessante di questo algida leccatina Formato Famiglia.

(Paolo Madeddu)