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Settimana all’insegna del post-sbornia sanremese per il mercato discografico made in Italy.

La coda di Sanremo

Il 16 febbraio – venerdì (il giorno internazionalmente deputato alle nuove uscite) – è arrivato un lotto di quattro dischi di artisti del Festival. Per la precisione “Bye Bye” di Annalisa (che cambia direzione musicale nelle mani di Michele Canova… se fosse necessario lo deciderà la storia) e “L’Anticristo” ovvero il ritorno dei Decibel (punk prima di noi, per carità, ma forse le reunion pre-pensionamento hanno un po’ fatto il loro tempo).

E poi il disco solista di Red Canzian “Testimone del tempo” (lasciamo al titolo esplicativo il nostro pensiero, poi fate come desiderate) e “Bella, prof!” di Lorenzo Baglioni.

Oltreconfine

Volgiamo quindi lo sguardo all’estero, sperando in un po’ di conforto. Che in effetti arriva, anche se non nella dose equina sperata.

Per arginare l’influenza sanremese il dottore consiglia tre farmaci anglofoni – per l’esattezza due statunitensi e uno britannico. Dagli USA arriva il grande ritorno di una band che negli anni Novanta segnò l’epoca del college rock/alt rock, ossia i Superchunk, che pubblicano un album dopo quasi un decennio di stop. E’ “What a Time to Be Alive”: rock, melodia, la giusta sporcizia… gli anni passano, ma la classe resta.

E sempre dagli Stati Uniti giunge “Landfall” di Laurie Anderson con il Kronos Quartet, due nomi che non hanno bisogno di presentazione (vero che non ne hanno bisogno?)… un album grigio, cupo e sentito. Non per i vostri party pre-primaverili, ma pieno di pathos.

Nella terra della Regina e del té – anzi per la verità dalla Scozia degli highlander – i Belle and Sebastian sfornano il nuovo “How to Solve Our Human Problems, Pts. 1-3”, che è un triplo EP che ce li restituisce in ottima forma. Indie pop al 100%.