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Se chiedete a un musicista quale sia il suo album più importante, la risposta che otterrete è molto probabilmente «Questo!», riferito all’ultimo pronto ad uscire. Nel caso di Cesare Cremonini e di Possibili Scenari (Universal) – disponibile da venerdì 24 novembre in cd, doppio vinile e in streaming – si può scommettere che la risposta non è di prammatica. Che sia il suo lavoro più sentito lo fa capire sin da quando lo presenta come progetto non solo musicale, ma umano.

È proprio da questo punto che parte la chiacchierata fatta con BuzzMusic, e che potete vedere in questo video.

Possibili Scenari rappresenta un salto di qualità anche sul piano dei concerti. Se fino ad ora Cremonini è stato soprattutto un efficace artista da palasport, l’estate del 2018 ci dirà quanto sarà anche artista da stadio. Il tour prevede infatti quattro tappe in altrettante importanti arene italiane: il 15 giugno a Lignano Sabbiadoro (Stadio Teghil), 20 giugno a Milano (Stadio San Siro), il 23 giugno a Roma (Stadio Olimpico) e il 26 giugno al Dall’Ara, lo stadio di Bologna. Casa sua.

Prima di chiacchierare con BuzzMusic Cremonini ha incontrato i giornalisti, con i quali si è intrattenuto a lungo. Ecco i passaggi più significativi dell’incontro.

I concerti negli stadi
«Amo il calcio e la musica, l’Olimpico e San Siro sono per qualcosa di più di luoghi in cui fare un concerto. E se penso al Dall’Ara, ha un enorme valore simbolico per me, soprattutto se immagino mio padre che a 94 anni mi vedrà cantare in quello stadio. Il tour è parte di questo voler andare oltre, è espressione della voglia di misurarsi coi propri sogni. Diciamo che non posso più nascondermi dietro ai palasport».

L’impatto di Poetica
«Mi spaventava per la novità che rappresenta, e che temevo potesse non essere colta. Non è stato così, e il riscontro è per me una forma di gratitudine verso un musicista che vuole essere uomo davanti al proprio mestiere, che vuole essere coraggioso verso la musica. Lo stesso riscontro mi fa poi capire che anche per i ragazzi la musica stessa è ancora qualcosa da scoprire, e che non si cercano sempre le stesse cose. Per chi vive questo lavoro come un’evoluzione, cioè è importantissimo».

La scintilla da cui è nato Possibili Scenari
«Dopo un attacco di panico in seguito al tour precedente, lungo e stressante, ho deciso di prendermi una vacanza. Ero con la mia ragazza e in viaggio le ho detto che mi sarei preso un anno di stacco, per rilassarmi e ritornare alla vita normale. Poi, sempre in viaggio, ho visto il film Love & Mercy, su Brian Wilson e sulle session da cui è nato quel disco. E mi è venuta voglia di fare un disco importante, influente. Tornati a casa ho detto alla mia ragazza: scendo in studio a vedere se è tutto ok. Sono tornato su dopo due anni».

Cremonini, e basta
«Ho tolto Cesare perché mi sembrava troppo confidenziale: questo è un lavoro solitario e difficile, di grande impegno. È giusto ci sia solo il cognome».

di Igor Principe

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