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Ci siamo, forse (non si sa mai) sta davvero per uscire l’album di una delle star che più mettono in imbarazzo la discografia italiana. Cristina Scuccia aka Suor Cristina, vincitrice di The Voice of Italy, ha pubblicato oggi – venerdì 9 marzo 2018 – il primo singolo del suo secondo album: entrambi si chiamano Felice.

Tassonomia di un singolo

Il brano è prodotto da Elvezio Fortunato, apprezzato chitarrista in studio e live, già da qualche anno al fianco della cantante. E’ scritto invece da Gianluigi Fazio (collaboratore tra gli altri di Laura Pausini, Lodovoca Comello e Marco Carta) e Andrea Bonomo (eclettico che passa da Two Fingerz a Paola Turci, da Eros Ramazzotti  a Giuliano Palma; di recente ha firmato Freud per Nek e la sanremese Così sbagliato de Le Vibrazioni. En passant, è il compagno di Giusy Ferreri).

Style: Pausini, Giorgia ed Elisa

Stilisticamente il pezzo si tuffa, senza se e senza ma, nel filone del pop enfatico al femminile. Con tangibile apprezzamento per il repertorio meno recente di Laura Pausini, Giorgia ed Elisa, per la quale l’orsolina stravede (solo il mese scorso ha cantato dal vivo una sua cover di Luce a Domenica In).

Testo: amore generico male non fa

Il testo è astutamente adattabile sia all’innamoramento spirituale che a quello terreno: “…è per te che io da sempre vivo, è per te che ruberei anche al cielo”. Oppure: “solo un desiderio ho, voglio che semplicemente tu sia felice”. E ancora: “e mi porto una promessa ce l’ho scritta nelle ossa, che qualunque cosa accada, le mie braccia sono sempre la tua casa”.

In effetti, è talmente generica che somiglia pericolosamente ad alcuni dei brani più insipidi delle succitate star italiane.

Musica: niente

Dal punto di vista musicale, poi, non c’è nessun tipo di audacia, ma evidentemente a un’artista come la Scuccia non si chiede di essere sperimentale – e forse il mesto esito della cover di Like a virgin di Madonna, che pure pareva un’idea brillante, ha suggerito di rinunciare ai colpi di genio: nessuna trovata, stavolta.

Ah, inutile dire che il look dell’interprete è rimasto lo stesso (a quanto pare nessuno stilista o brand si è fatto avanti…).

Houston abbiamo un problema

Il punto però è che la cantante siciliana sembra aver messo in enorme difficoltà chi sta cercando di venderla.

Forse le potenzialità ci sono, specie per l’estero, tant’è vero che il nome è definitivamente cambiato in Sister Cristina. Ma una minima spinta da parte del proprio Paese è sempre necessaria, in qualsiasi case history di successo internazionale. E se già pubblico e critica italiani hanno una spiccata tendenza a vergognarsi dei connazionali che riscuotono interesse all’estero, la professione della Scuccia, innegabile spinta iniziale alla sua notorietà (esattamente come nel deprimente caso della belga Suor Sorriso e di Fra Cionfoli) si è successivamente rivelato un enorme tallone d’Achille facile da bersagliare.

Posticipi e democrazia cinese

Sicché si ha la netta sensazione che la sua etichetta sia pressoché atterrita dalla pubblicazione dell’album – e dallo scherno da flop che potrebbe accompagnarla. Universal Music Italia aveva fissato come prima data per l’uscita dell’album il 22 settembre 2017, poi il 24 di novembre, quindi il 1 dicembre. L’ennesimo posticipo potrebbe esser stato escogitato nella speranza di una partecipazione al Sanremo di Claudio Baglioni – ma a quanto pare non èSuor Cristina andata così. A fine febbraio, una foto apparsa sul profilo Facebook dell’interprete siciliana immortalava il banco di un mixer, quasi a suggerire che le grandi manovre per perfezionare il disco fossero ancora in corso, manco si trattasse di Chinese Democracy dei Guns’n’Roses.

Di fatto, dopo il breve periodo di notorietà globale grazie al video su Youtube della blind audition a The Voice (quarto video più visto in tutto il mondo nel 2014) il pacatissimo successo di vendite del suo debutto (disco d’oro in Francia, buoni riscontri in Giappone, un tremebondo n.17 in Italia) ha sentenziato che Sister Cristina ha potenzialità come nome di richiamo in eventi dal vivo o nei musical, e soprattutto come ospite televisivo.

E infatti in questa veste viene invitata spesso all’estero. Ma, per quanto queste siano qualità che un cantante moderno può far fruttare bene, dal punto di vista discografico è difficile da piazzare.

Al momento in cui scriviamo, su Spotify il brano conta ancora meno di 1000 riproduzioni.

Un po’ sono riconducibili alla nostra recensione. In bocca al lupo – o meglio: sia fatta la volontà di Dio.

[di Paolo Madeddu]