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Bruce Springsteen debutta a Broadway. Mesi fa, la notizia aveva cominciato a girare sui social: il tempo di qualche verifica, e si era rivelata una bufala. Sulla quale, però, i fan avevano cominciato a sognare. Oggi, quella stessa notizia è realtà, e i fan non stanno più nella pelle.

Dal 12 ottobre al 26 novembre 2017 il rocker del New Jersey terrà per cinque giorni alla settimana uno show a sera al Walter Kerr Theatre. Il titolo è Springsteen on Broadway, ed è un un tipo di spettacolo con il quale Springsteen non si è mai misurato. «Ho scelto Broadway per questo progetto perché ha dei bellissimi vecchi teatri che sembravano esattamente il set giusto per quello che avevo in testa; infatti, a parte una o due eccezioni, i 960 posti del Walter Kerr Theatre sono probabilmente la location più piccola in cui abbia suonato negli ultimi 40 anni», ha fatto sapere il Boss tramite il suo sito ufficiale. «Lo show sarà questo – ha aggiunto -: solo io, la chitarra, il piano e le parole e la musica. Una parte sarà parlata, l’altra cantata. Seguirà, in modo approssimativo, l’arco della mia vita e del mio lavoro».

Qualcosa di simile, in realtà, Springsteen l’aveva fatta nel 2005, quando registrò una puntata di Storytellers, splendido show di VH1 nel quale diversi artisti presentavano le proprie canzoni in una veste scarna ed essenziale, e dialogavano con il pubblico. Springsteen lo fece poco dopo l’uscita di Devils And Dust, uno dei suoi dischi considerati acustici (anche se in realtà non lo è) e in parte ispirato dalla guerra che allora gli Usa facevano in Iraq. A Broadway, però, sarà diverso.

Springsteen, presumibilmente, non dialogherà con il pubblico (anche se, visto quello che combina nei suoi concerti, non si può mai sapere). Quel che farà è abbastanza chiaro: suonerà, canterà e racconterà di sé. In parte, attingendo alla memoria; in altra parte, leggendo brani di Born To Run, l’autobiografia pubblicata lo scorso anno (in Italia per Mondadori).

I fan ringraziano, e sperano. E non solo gli americani: da un po’ ovunque (e anche dalle nostre sponde) sono arrivate su Ticketmaster le registrazioni per l’acquisto dei biglietti, possibile dal 30 agosto (range di prezzo: dai 75 agli 850 dollari). Visto quanto accaduto l’ultima volta che Springsteen ha suonato in Italia (The River Tour, estate 2016) – con il secondary ticketing scatenato nel rastrellare biglietti da rivendere subito dopo al triplo del prezzo (fenomeno coraggiosamente denunciato da Claudio Trotta, capo di Barley Arts e «uomo» del Boss per l’Italia) – ci sarebbe da temere. Stavolta, invece, chi voglia provarci può contare sul sistema verified fan: la registrazione sulla piattaforma, attiva fino al 27 agosto, è di fatto la certificazione di essere interessato allo spettacolo e solo a quello.

E che i fan siano interessati, è fuor di dubbio. Lo spettacolo si annuncia come uno dei più intimi di Springsteen, basato su un contatto ravvicinato tra pubblico e artista come mai lo è stato finora per il Boss. Che ha chiosato: «Tutto quanto serve a perseguire la mia costante meta: che è quella di creare una serata di svago e comunicare qualcosa che abbia un valore».

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