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Quindici minuti basterebbero per giustificare i più di duecento che è durata la terza serata del Festival di Sanremo andata in onda ieri sera giovedì 8 febbraio.

15 minuti per Sanremo

Sono i quindici minuti in cui Danilo Rea, da solo, ha accompagnato al pianoforte Gino Paoli e Claudio Baglioni che hanno cantato tre canzoni enormi: “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De André, “Il nostro concerto” di Umberto Bindi e “Una lunga storia d’amore” di Gino Paoli. Canzoni che, inevitabilmente, hanno fatto sfigurare al confronto tutte le canzoni in gara a Sanremo. E hanno dimostrato che una grande canzone lo è anche “pulita”. Voce e uno strumento, senza orchestra, senza arrangiamenti, senza sequenze e senza suoni campionati. Cosa che avrebbero dovuto tener presente quelli che ieri sera hanno soffocato la voce di Mirkoeilcane impedendo alla sua “Stiamo tutti bene” di essere apprezzata come merita.

Bei momenti

Ci sono stati altri bei momenti musicali, ieri sera. La “Via” iniziale di Claudio Baglioni. La “Fire and rain” di James Taylor, a dispetto della voce fragile (ma che timbro!). E ci metto anche “Poster”, che – ancora – Baglioni ha cantato con i Negramaro.

Mi sento buono, ed eviterò di sottolineare i momenti meno riusciti della serata – e ce ne sono stati. Andrò invece velocemente a riepilogare le mie impressioni sulle canzoni in gara, dividendole anch’io, come fanno a Sanremo, in tre gruppi, relativamente al mio personale gradimento.

Nella fascia alta metto Luca Barbarossa (per il brano, che ho immaginato cantato da Gabriella Ferri), Lo Stato Sociale (per l’allegria, non per l’intonazione del cantante), Noemi (per la forza dell’interpretazione).

Nella fascia media colloco Max Gazzé (per il coraggio di presentarsi in gara con una canzone come la sua), Mario Biondi (per l’eleganza della melodia, che mi ha fatto pensare alle cose migliori di Fred Bongusto). E – ma sì – i Kolors, non per la canzone, che mi pare debolina, ma per l’entusiasmo dell’esecuzione (vi ricordate Adam & the Ants?).

Restano fuori, vi aiuto io, Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, Giovanni Caccamo e Ermal Meta con Fabrizio Moro. No, a loro due non ho tolto il 33% dei voti perché la loro canzone è rimasta in gara grazie a un cavillo (contiene meno del 33% di una canzone già edita – ma per favore…), ma perché ho trovato eccessiva e sopra le righe la loro interpretazione.

Le Nuove Proposte

Le Nuove Proposte? Scanzonato Mudimbi, convincente Eva, poco a fuoco Ultimo, superfluo Leonardo Monteiro.
Fuori dalla musica, c’è invece una sequenza che passerà alla piccola storia della TV: Claudio Baglioni che imita Virginia Raffaele quando imita Belen Rodriguez. Una vera sorpresa.

[F. Canzonettari]

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