•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Dopo aver conquistato il Festival di Sanremo 2017, Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani è diventato un vero e proprio fenomeno: la si sente dappertutto, alla radio, al supermercato, ovunque. Abbiamo quindi voluto investigare le motivazioni di tale successo e scoprire qualcosa in più sulla genesi del tormentone, intervistando Fabio Ilacqua, autore del testo della canzone.

Varesino, nato nel 1975, Fabio Ilacqua si definisce un “contadino che odia i social”, ma la sua analisi della società contemporanea e delle sue contraddizioni parrebbe testimoniare una lucida interpretazione del mondo di oggi e una sua approfondita conoscenza.

“Occidentali’s Karma” ha riscosso un successo enorme, non solo a Sanremo ma anche nel pubblico italiano. Come mai secondo lei?

Il motivo del successo, parola che non amo particolarmente, di Occidentali’s Karma, è da ricercarsi, a mio parere, nella particolare alchimia creata dalla singolare convivenza di testo e musica. Quando si affrontano certi temi, il rischio d’apparire cattedratico, pomposo è sempre alto e presente. Nel caso di Occidentali’s Karma, la freschezza dell’accompagnamento fa da contraltare al contenuto, veicolandolo in maniera ironica.

Fabio Ilacqua autore di Occidentali's Karma

Fabio Ilacqua, autore del testo di “Occidentali’s Karma”

Il testo del brano può essere interpretato a più livelli. Qual era l’obiettivo principale del brano? Arrivare a più gente possibile, scatenando la curiosità del pubblico, che poi si sarebbe andato a cercare il significato, o si trattava di un diletto letterario “alto” per un Festival come Sanremo?

Il testo di Occidentali’s Karma ha sicuramente diversi gradi d’interpretazione. Quello a cui penso mentre scrivo una canzone non è però un eventuale pubblico, né l’esercizio di stile; cerco solo di trasformare onestamente in parole le mie sensazioni, il mio particolare modo di vedere il mondo, di comprenderlo. Se questo miracolo avviene, allora anche l’ascoltatore riuscirà a percepire un’emozione. In fondo è solo questo che conta: trasmettere un’emozione.

La scelta della melodia, up-tempo e spensierata: c’era la volontà di far diventare il brano un tormentone?

L’impalcatura musicale è frutto del lavoro di Francesco e Filippo Gabbani insieme a Luca Chiaravalli. Non credo ci sia l’intenzione aprioristica di creare un cosiddetto tormentone. Di fondo c’è un approccio giocoso, divertente che, nella sua essenzialità e per sua stessa natura, ha la capacità di raccogliere il consenso di molti. Il segreto, immagino, sta proprio nella semplicità degli accostamenti, delle scelte melodiche, del ritmo incalzante.

State lavorando all’album. Dovremo aspettarci un nuovo tormentone?

Lavoriamo all’album che dovrebbe uscire, se non ricordo male, in Aprile. Non so nemmeno io cosa aspettarmi. Ci sono idee da sviluppare, da limare e vestire. Non so se ci sarà il tormentone, sicuramente cercheremo di fare il nostro meglio per proporre qualcosa di onesto.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata