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Esce oggi Sogni di Cartone, il nuovo singolo di Loomy, talentuoso rapper ed ex concorrente di X Factor, che aveva conquistato la sua coach Arisa durante la decima edizione.

Lorenzo Lumia, questo il nome all’anagrafe, non placa la sua creatività e continua a dar vita a pezzi nuovi. «Ogni mese musica nuova», aveva annunciato tramite la sua pagina Facebook, così, dopo l’uscita dal talent show in onda su Sky Uno e il lancio del singolo inedito Ora è Ancora, sono arrivati i brani Kamala Pt.2, Invisibile e Déjà Vu.

Loomy rapper X Factor

Loomy, all’anagrafe Lorenzo Lumia

Sulla scia dei tre inediti esce oggi il nuovo brano Sogni di Cartone (Duduc). Rime serrate per raccontare la faccia della realtà rispetto alle illusioni, la società cinica e disincantata (Ho visto come ci si sente a perdere tutto/ capito che non cambia niente a perdere tutto/ capito che per questa gente perdere tutto/ vuol dire solo e solamente subire un furto).

Ad accompagnare il brano è anche il video originale, diretto da Alessio Russo. Una stanza, un girone infernale e sinistro, che racconta la realtà delle cose dietro le apparenze e la reticenza della società di oggi.

«Ho voluto inserire all’interno del video immagini forti, scene provocatorie. Ogni personaggio rappresenta qualcosa la cui definizione però è lasciata all’immaginazione di ognuno. La cameriera può rappresentare la provocazione, la malizia; il prete puoi interpretarlo come vuoi, alla fine fa quello che succede nella realtà, ci sono tanti preti che si comportano così. Volevo mandare messaggi forti che non si affrontano spesso. Adesso c’è la trap: grandi marchi come Gucci, collane, cose in cui non mi ci trovo per niente e che non dicono nulla. L’unico che parla di tematiche un po’ diverse è Ghali».

Sogni di Cartone è stato lavorato per molto tempo, l’idea nasce parecchi mesi fa, dopo la partecipazione a X Factor: «Volevo trovare un suono a livello strumentale che fosse unico, né rap classico, né troppo pop, nemmeno trap. È un pezzo nostalgico, che nasce dalla mia esperienza all’interno di X Factor. Il talent è stata una figata ma era un sogno di cartone, un sogno non solido, che si brucia e sparisce. Anche all’interno del brano ci sono riferimenti a cose effimere, come per esempio Cinecittà, dove è tutto finto».

E se gli si chiede come vede oggi X Factor, Loomy risponde così: «Non riesco più a guardarlo con gli occhi con cui lo guardavo prima, i ragazzi che sono lì mi fanno quasi tenerezza. Non riesco più a dare al programma la stessa credibilità che gli davo prima della mia partecipazione. Alla fine del programma i concorrenti faranno la fine che hanno fatto tutti.
Non mi sono pentito di aver fatto il talent, ma non ho digerito il comportamento del pubblico che segue X Factor, loro seguono la tua faccia in tv, comodi dal divano, ma quando esci è come se scomparissi. La gente ti segue perché ti vede in televisione, quando non ti vede più sullo schermo è come se smettessi di esistere. Non continua ad apprezzare le cose che hai fatto».

Loomy continua a raccontare la sua avventura all’interno del programma: «X Factor è stata come una sbronza, quando è finito è sparito tutto. Non mi piace il fatto che nel programma si parli senza pensare, la gente che lavora lì dovrebbe capire che di fronte non ha oggetti, ma persone che coltivano dei sogni. Mi spiego: non si dovrebbero dire cose poco ponderate, illudendo i concorrenti. Frasi importanti come “sei nato per stare sul palco” sono esagerate. Si dovrebbe seguire meno l’istinto e ragionare di più su quello che si dice. Ti pompano a destra e sinistra, arrivi a credere che si realizzi qualcosa, ma alla fine si spengono i riflettori e torna tutto come prima. Detto questo non mi sono pentito assolutamente di aver partecipato. Non sputerei mai nel piatto dove ho mangiato».

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