•  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Ebbene sì. Sono sconcertato, ma non escludo si tratti solo di caro buon vecchio – e poco elegante – pregiudizio. Il fatto è che l’idea che Kanye West abbia in lavorazione un libro di filosofia mi pare semplicemente l’ennesima stranezza architettata per farsi pubblicità

Se poi leggo che il volume si chiamerà “Break the Simulation” e avrà come oggetto arte e spiritualità, sarà scritto in forma di conversazioni con il suo interior designer Axel Vervoordt e parlerà dell’ossessione per le fotografie. Ecco, perdonatemi, ma mi pare tutto una tavanata galattica, per citare il vecchio “Drive-in”  dei tempi d’oro.

Chi ci capisce è bravo

Ma andiamo più a fondo, grazie alle parole di West stesso, che ha spiegato:

Ho un’idea sulle fotografie… sugli esseri umani ossessionati dalle foto – perché ti portano fuori dal presente because e ti catapultano nel passato o nel futuro. Una foto può essere usata come documento, ma spesso prende il sopravvento sulle persone. La gente vuole sempre sentire la storia di qualcosa, che è anche una cosa importante, ma sono convinto che si metta troppa enfasi sul concetto di storia.

Voi avete capito cosa esattamente voglia dire?

Kim la regina dei selfie

Se poi lo esaminiamo alla luce del fatto che sua moglie Kim Kardashian ha pubblicato un prestigioso coffee-table book intitolato “Selfish”, che è in pratica una collezione di selfie che si è fatta… la faccenda risulta ancora più confusa. E sconclusionata.

Nel 2008 West era convinto che sarebbe passato alla storia come “portavoce della sua generazione” (uscita che lo portò diretto nel mondo di “South Park”, con tanto di perculamento in omaggio). Dieci anni dopo è diventato filosofo debordiano con l’hobby del rap mainstream, dell’imprenditoria nel mondo della moda, della musica (GOOD Music, Tidal…) e della comunicazione (DONDA).

Scusate, ma mi viene il mal di testa.

[H. Maltese]