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L’industria del live tricolore ormai, l’italiano lo parla pochissimo, se non quasi più. Come tutti i segmenti di mercato in espansione – e quello della musica dal vivo lo è, da tempo – anche quello dei concerti nella Penisola era inevitabilmente destinato a fare gola ai grandi gruppi multinazionali, ansiosi di invaderci per fare shopping selvaggio, e così è stato.

L’ultima a capitolare è stata Vivo Concerti, società fino a inizio 2018 controllata da Warner Italia oggi guidata da un ad con un cognome che ha fatto la storia del live in Italia, Clemente Zard, figlio del grande David, pioniere del live rock nello Stivale scomparso da poco: le quote di maggioranza della società sono state rilevate da CTS Eventim, colosso tedesco della vendita di biglietti online che già nel nostro Paese operava tramite la controllata TicketOne. Il gigante con sede a Monaco di Baviera sta letteralmente facendo incetta delle maggiori società di live promoting italiane: prima di Vivo Concerti, il gruppo guidato da Klaus-Peter Schulenberg era riuscito a diventare azionista di riferimento anche di D’Alessandro e Galli – la società che in questi giorni sta portando in Italia Roger Waters, tanto per avere un’idea – e Vertigo, la fu Live in Italy dei fratelli Pieroni, inventori del Gods of Metal e storici importatori della musica hard & heavy in Italia. Il colpaccio, tuttavia, CTS Eventim lo farà nell’ottobre del 2018, quando diventerà effettivo il suo ruolo di azionista di riferimento di F&P Group, società che gestisce l’attività dal vivo dei maggiori artisti italiani, da Ligabue a Laura Pausini, passando da Francesco De Gregori, Claudio Baglioni e moltissimi altri.

Se i tedeschi si sono accaparrati tutto questo ben di Dio, perché nel titolo si parla degli americani? E’ presto detto: dall’altra parte della barricata, nella guerra per la conquista del mercato della musica dal vivo italiano, c’è Live Nation. Il colosso americano, attraverso la sua filiale italiana guidata da Roberto De Luca, non solo può contare una manciata di artisti tricolore di altissimo profilo – Vasco Rossi su tutti – ma anche sui praticamente tutti i big a stelle e strisce che gestisce a livello internazionale, oltre che a non poche chicche di estrazione indie e alt finite nella sua sfera di influenza dopo l’acquisizione, avvenuta nel corso della passata estate, di Indipendente Concerti, che in Italia – tanto per fare un nome – ha sempre curato le attività dal vivo in Italia dei Radiohead. E, proprio come CTS fa con TicketOne, Live Nation può disporre di un controllo diretto sulla biglietteria attraverso Ticketmaster, consociata a livello internazionale che da qualche mese a questa parte opera anche in Italia.

Il pubblico poco interessato ai retroscena penserà: chi se ne frega. Finché mi portano i gruppi e i cantanti che voglio nel locale / palazzetto / stadio più vicino, ben venga il duopolio. Attenzione, però, perché il prossimo step di questa escalation – che in altri paesi è già in fase avanzata – sarà il controllo delle venue: i giganti del live entertainment inizieranno a mettere le mani su arene, club, palasport e spazi all’aperto, marcando sempre di più i canali attraverso i quali renderanno fruibile il loro prodotto. Tradotto in parole povere, andremo ai concerti che decideranno loro, dove vorranno loro, al prezzo che imporranno loro. E nessuno, in regime di libero mercato, potrà alzare il dito per dire niente, perché i pochi superstiti rimasti indipendenti – Barley Arts di Claudio Trotta, per esempio – saranno troppo impegnati a restare a galla senza farsi stritolare dai due big. Pensateci, quando la prossima estate, con un birra in mano e il sorriso stampato in faccia, vi starete godendo lo spettacolo…

(Guglielmo Cancelli)