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Confesso di non aver visto nemmeno una puntata pomeridiana di Amici di Maria De Filippi, e di aver guardato la prima puntata del serale per pura curiosità. Quindi non sono al corrente con precisione dei meccanismi secondo i quali sono stati selezionati i partecipanti alle puntate serali.

Di conseguenza, guardando la prima puntata mi sono chiesto più volte come mai i “professori” di canto e di ballo fossero così critici nei confronti di ragazzi che, se non ho capito male, sono stati selezionati da loro.

E ho pensato più volte: se non li apprezzate, se li rimproverate così, forse avreste fatto meglio a non ammetterli alle puntate finali. Poi mi sono anche detto che forse, come spesso capita, si finisce con lo scegliere il meno peggio fra quello che si ha sotto mano.

La buttiamo in caciara?

Ma la caciara che si è scatenata nei confronti di un paio di questi professori – l’insegnante di ballo Alessandra Celentano e Carlo Di Francesco – mi è parsa francamente sproporzionata.

La causa della levata di scudi sta nella franchezza, ai limiti della brutalità, con cui questi due insegnanti hanno espresso le loro riserve nei confronti di alcuni dei loro allievi.

Capisco che non sia politicamente corretto dire a una (aspirante) ballerina che è fuori forma perché è sovrappeso; ma, santiddio, chi glielo dovrebbe dire, a una ballerina, che è sovrappeso, se non un’insegnante di ballo? E cosa c’è di sbagliato in un insegnante di canto che dice a un (aspirante) cantante che gli mancano le basi? Perché dovrebbe stare zitto, quando una che magari ne sa di televisione come Simona Ventura, ma che di canto non ne capisce una cippa, dice a un suo allievo che è “carismatico”? Se lui, che l’ha avuto come allievo, ritiene che non lo sia, perché dovrebbe stare zitto e lasciar correre?

Stop buonismo please

Ma smettiamola con i buonismi e con gli elogi a tutti i costi: se questi ragazzi, che già dovrebbero baciare per terra dove camminano i professionisti che (a pagamento, certo, e vorrei vedere…) dedicano loro tempo e attenzione, si convincono di essere già arrivati (ma dove?) solo perché vanno in televisione su Canale 5, viva la faccia di quelli che spiegano loro che non sono ancora arrivati da nessuna parte, che devono studiare, fare fatica, impegnarsi, sforzarsi di dimagrire per ballare meglio, sforzarsi di imparare a cantare decentemente perché non basta avere i capelli tinti di biondo per essere carismatici.

Tutti  a casa

Questi mocciosi andrebbero rimandati a casa, altro che ricevere ovazioni da una platea di ragazzine incompetenti ed essere difesi da gente che farebbe meglio a stare zitta. Cosi come, l’anno scorso, avrebbero dovuto mandare a casa quei ragazzotti presuntuosi che hanno chiesto (e purtroppo ottenuto) che il loro insegnante Morgan venisse esautorato perché assegnava loro canzoni che “non erano nelle loro corde”.

Altrimenti la scuola di “Amici” diventa diseducativa, così come è diseducativo il fatto che questi aspiranti cantanti si ritrovino nelle classifiche di vendita. Ma questo è un altro discorso, e non è colpa della scuola di Amici, ma di un pubblico che premia gente che non lo merita.

(F. Canzonettari)