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Un recente studio (che è un po’ come dire: “Mio cugino una volta…”) promosso da O2 e dall’esperto di scienza del comportamento Patrick Fagan è stato ripreso anche dalla testata inglese NME. L’oggetto di tale indagine scientifica era la valenza (in positivo o negativo) dell’abitudine di andare a vedere concerti.

Chi si fa i concerti suoi campa 100 anni

Ebbene, stando al campione esaminato (di cui non si hanno particolari informazioni né percezione, a onor del vero) recarsi a vedere dei live con regolarità avrebbe un ottimo effetto sulla salute delle persone.

Anzi, addirittura mio cugino – no scusate, lo studio! – afferma che i benefici potrebbero essere tali da allungare di circa 9 anni la vita di una persona. Perché 9 e non 10 oppure otto non è dato saperlo.

I motivi

Perché? Semplice. Secondo Fagan e il suo team andare a un concerto accresce le sensazioni di autostima, vicinanza al prossimo e stimola mentalmente. Tutti elementi che contribuiscono al benessere di ogni individuo.

E non è tutto. Perché lo studio offre anche una posologia per l’assunzione della medicina live: una volta ogni due settimane sarebbe la misura più adatta per il conseguimento del maggior benessere.

La ricetta dell’acqua bollita

Tutto bellissimo. Tutti contenti per l’ottima notizia. Ma alla fine di cosa stiamo parlando? All’andare ai concerti si poteva sostituire qualunque attività ricreativa – dall’andare in bici al giocare a briscola, passando per il comprare dischi e il fare torte decorate. Perché è ovvio che se uno fa una cosa che ama e gli piace, male non gli farà di certo.

E poi non dimentichiamo il tocco di classe: lo studio è promosso da O2. Che è una gigantesca location per concerti ed eventi di ogni tipo. Insomma, tira acqua al proprio mulino (a quando lo studio finanziato dai produttori di ciccioli che dirà che mangiare un chilo dei suddetti a settimana allunga la vita di 7 anni e 5 mesi?).

La morale è: i cugini sono simpatici, ma dicono un sacco di cazzate.

[H. Maltese]