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E’ in uscita per Einaudi un libro firmato da Dori Ghezzi con Giordano Meacci e Francesca Serafini, intitolato “Lui, io, noi”. Nel volume l’ex cantante, compagna di Fabrizio De André dal 1974 alla scomparsa del cantautore, racconta la loro storia.

Le scelte

E’ da questa notizia che prende spunto la mia riflessione su quanto diverse siano le scelte compiute da Dori Ghezzi, vedova di Fabrizio De André, rispetto a quelle compiute da Grazia Letizia Veronese, vedova di Lucio Battisti.

Non mi permetto di insinuare che né l’una né l’altra abbiano, come dire, “tradito” il mandato del marito scomparso. Certo è che fra la vedova Battisti, che con tenacia, e spesso con durezza, custodisce la memoria e l’opera del marito battendosi per quanto le è possibile per impedirne l’utilizzo commerciale (ad esempio vietandone la commercializzazione delle canzoni sui siti di streaming e di download), e la vedova De André, che dal canto suo, dirigendo la Fondazione intitolata a Fabrizio si propone di diffonderne la conoscenza del pensiero, dell’opera e della vita, le differenze sono abissali.

Nessuno le può giudicare

Quel che voglio dire qui è che, come troverei inopportuno criticare Dori Ghezzi per le sue scelte, che la vedono approvare o promuovere ristampe, ripubblicazioni, riproposte delle opere del marito, persino film biografici come il recente “Principe libero”, così trovo inopportuno che ci sia chi accusa la vedova di Lucio Battisti per aver scelto un atteggiamento totalmente agli antipodi.

Sono piuttosto convinto – anche in considerazione delle scelte di vita e di professione compiute finché è stato vivo – che Battisti approverebbe le scelte di sua moglie. Non ho ragione nemmeno di dubitare del fatto che De André approverebbe le scelte di Dori Ghezzi.

E allora?

E allora smettiamola di prendercela con la vedova Battisti. Ma non cominciamo neppure a prendercela con la vedova De André. Quello che vorrebbero i fan dei due artisti è una cosa e quello che scelgono di fare le vedove dei due artisti è una loro libera scelta, e i fan non possono far altro che accettarla. E possibilmente di buon grado.

[F. Canzonettari]