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Orville Richard Burrel, meglio conosciuto come Shaggy, ha avuto un momento di notorietà da noi nel 1995 grazie alla hit internazionale “Boombastic”; in seguito, benché abbia avuto un altro paio di successi in coppia con altri cantanti (“Piece of my heart” con Marsha e “It wasn’t me” con Notorious Big), era un po’ sparito dalla circolazione, almeno per quanto riguarda l’attenzione del pubblico italiano.

(Adesso è tornato in auge grazie al disco in coppia con Sting uscito il mese scorso, “4/876”, che ha presentato all’ultimo Festival di Sanremo cantando il singolo “Don’t make me wait”).

Insieme a Sting, sul palco dell’Ariston, Shaggy si è comportato bene. Non così aveva fatto sei anni fa, quando – chiamato, chissà in base a quale criterio, a duettare con Chiara Civello in una riproposta di “Io che non vivo”, la canzone di Pino Donaggio del 1965 diventata una hit globale nella versione inglese “You don’t have to say you love me” – si presentò in scena in evidente stato di alterazione. Non si è mai capito se avesse esagerato con l’alcol, o con qualche altra sostanza vegetale originaria della sua Giamaica, oppure se fosse troppo ingrifato dalle grazie da MILF della sua collega: sta di fatto che in quella serata del 2012 Shaggy esagerò, mettendo anche in difficoltà Chiara Civello, che faticò per fargli tenere le mani (e non solo quelle) a posto.

Se non vi ricordate com’è andata quella volta, o se volete rivederla… eccola qua sotto.